Scaricare container con colli sfusi: la sfida dell’efficienza

Logistica

Il problema dello scarico dei container con pile alte di colli è enorme, urgente e centrale nel mercato post-Covid e questo obbliga le aziende a cercare soluzioni talvolta inusuali.

Così come per i boscaioli Rumeni, per esempio. Una delle maggiori catene di fai-da-te svedese ha notato che i taglialegna dell’est Europa sono una fonte di manodopera forte e qualificata a un prezzo interessante.

Questa azienda non è la sola a ricorrere a soluzioni “poco ortodosse” al margine del mercato del lavoro. Scaricare container è un lavoro duro e pesante, uno dei pochi lavori ancora intensi nell’economia moderna. Considerando l’ampio spettro di colli da maneggiare e le differenti condizioni in cui questo può essere fatto, i soli due processi che oggi restano manuali nella logistica sono il carico e lo scarico dei container.

Come affrontare il boom degli e-commerce

Queste grandi scatole di ferro sono ancora l’olio che fa girare la ruota dell’economia mondiale. I container hanno rafforzato la globalizzazione più di quanto ogni altro accordo commerciale abbia fatto negli ultimi 50 anni. Il numero di container impiegati nel commercio globale è triplicato dalla metà degli anni 90, raggiungendo i 152 milioni nel 2019. E il raggiungimento del numero massimo di container non è nemmeno ipotizzabile.

Large cargo ship with containers

 

 

Nave da carico che si avvicina ad un porto di spedizione industriale.

 

 

In tutto il mondo le aziende si preparano a far fronte al boom dell’e-commerce che si è sviluppato a seguito della pandemia del Covid. Come mai prima la catena di fornitura è saturata da container che trasportano qualsiasi articolo, pneumatici, articoli sportivi, elettrodomestici, articoli elettronici, vestiti o vino.

Per questa ragione rendere il processo di scarico più efficiente può diventare una nuova fonte di guadagno per i centri di spedizioni, la logistica di terze parti (3PL), o anche qualsiasi azienda che immetta un gran numero di colli sul mercato. Sicuri che le macchine siano la soluzione? Vediamo alcune esperienze recenti.

Uomini o machine per scaricare colli sfusi dai container?

Dato il grande impiego di lavoro manuale, le industrie di logistica e scarico container sono state oggetto di ricerche nel campo della robotica, perché questo settore sembra avere un grande potenziale per l’automazione. Comunque i risultati ottenuti non giustificano l’ottimismo.

I container vengono scaricati in gran parte a mano in quanto i colli sono spesso caricati in maniera caotica. Per ottimizzare gli spazi i container sono spesso caricati con colli sfusi (posizionati a terra) invece che su pallet. Questo complica il processo ritardando la partenza dei camion dal polo logistico. La varietà di prodotti trasportati è alta e il tempo è poco. Un sistema robotico che soddisfi le diverse necessità di carico deve quindi essere molto sofisticato.

Nonostante l’esistenza di un grande numero di sistemi di scarico meccanici per container e camion, nessuno ne fa un uso generalizzato. La grande varietà di forme e dimensioni degli imballi e la velocità del processo sono un limite per i sistemi completamente autonomi. Specialmente in scenari complessi questo causa rallentamenti e la necessità di interventi manuali costosi.

Inside an empty shipping container Vista dall’interno di un container vuoto.

I robot sono il futuro nello scarico dei container?

Nel 2011 l’Europa ha lanciato “RobLog” (Robotic Logistics), un progetto di ricerca per sviluppare un sistema autonomo di scarico dei container. L’obiettivo era quello di raggiungere un nuovo livello di automazione completa per questa parte della catena. 4 anni e 7 milioni di euro dopo, i responsabili del progetto hanno concluso che la flessibilità di ogni sistema di scarico meccanico ha un limite invalicabile. Anche nel caso in cui il sistema fosse progettato per manipolare imballi diversi, impilati in maniere differenti un collo può diventare inafferrabile per diverse ragioni imprevedibili, come per esempio la deformazione durante il trasporto. Questo vuol dire che anche se la macchina venisse progettata per essere flessibile, il che ovviamente avrebbe un costo, e il contenuto dei container venisse standardizzato non ci potrebbe essere una garanzia del fatto che il sistema di carico sia infallibile.

La conclusione dei ricercatori è che l’uomo non può essere rimpiazzato nel processo di scarico. Invece, scrivono, quello di cui c’è bisogno è un sistema veloce e intuitivo che supporti il lavoro dell’uomo: “Quindi, progettare un sistema autonomo meno flessibile, più economico e semplice che possa collaborare con l’operatore sembra essere la chiave per il successo nell’automatizzazione dei processi logistici.”

Parametri di una soluzione efficiente per lo scarico dei colli sfusi

Questa è una brutta notizia per i taglialegna rumeni. Le macchine hanno trovato un posto nei processi di scarico. Ed è invece una buona notizia per i responsabili delle operazioni che dovevano ricorrere al lavoro manuale per scaricare i container.

“E’ difficile trovare persone che vogliano fare questo lavoro. Chi vuole stare in piedi per diverse ore al giorno in una scatola di ferro che diventa una fornace d’estate e un freezer d’inverno?” dice Anders Pettersson, capo della R&D di TAWI in Svezia.

“Uno dei nostri più grandi clienti ha notato che, se un operatore scopre che il giorno dopo dovrà scaricare un container allora si metterà in malattia. Fare un lavoro manuale pesante come questo non attira i lavoratori di oggi, e in più può portare a rischi per la salute e la sicurezza.”

Lo scarico di container è quindi un ottimo esempio di processo industriale in cui i sistemi semi-automatici che uniscono il lavoro delle macchine a quello dell’uomo sono la giusta strada per svolgere lavori complessi utilizzando l’interazione uomo-macchina. Le macchine hanno il potenziale di trasformare il processo di scarico, dice Anders, fino a quando la macchina che si deve interfacciare con l’uomo viene progettata per affrontare alcune sfide di efficienza tra cui:

  • Il numero di porte del magazzino
  • Numero di spedizioni
  • Dimensioni degli imballi
  • Manipolazioni in una o due fasi
  • La vicinanza degli imballi
  • Flessibilità – il santo graal

Dando uno sguardo a queste sfide possiamo iniziare ad identificare i parametri per una soluzione efficiente:

Il numero di porte del magazzino

Nove aziende su dieci tra quelle che usano le macchine per scaricare i container hanno un braccio trasportatore telescopico. Questo non è un prodotto nuovo, ma è sul mercato da 30 anni. I bracci trasportatori raramente aiutano nel sollevamento, non possono manipolare colli di grandi dimensioni come gli attrezzi da giardinaggio, e le dimensioni elevate della macchina non permettono ad un carrello elevatore di avvicinarsi alla porta di scarico. Ma la loro maggiore mancanza di flessibilità è un’altra. È una struttura molto ingombrante che si fissa alla porta. Le aziende 3PL possono avere dozzine di porte nei loro magazzini e questo comporterebbe un investimento sostanzioso per meccanizzarle tutte. E’ necessario poter spostare una macchina di porta in porta in risposta ai cambiamenti delle necessità.

Distribution warehouse with several ports and a lot of different boxes Un magazzino di distribuzione con diverse porte e una grande varietà di colli.

Numero di spedizioni

Le spedizioni sono spesso irregolari. Se pensiamo ad Amazon, per esempio, la loro stagione di picco inizia con il Black Friday a Novembre in cui triplicano o quadruplicano i loro affari. “Durante una visita ad un 3PL nel sud della Svezia ho notato che avevano solo 4 container quella settimana, ma ne aspettavano 87 la settimana successiva,” racconta Anders Pettersson. “La sola cosa costante circa il volume del lavoro è che varia continuamente.” Dal punto di vista dell’azienda questo porta ad una grande necessità di flessibilità. I bracci trasportatori installati sulle porte portano anche ad uno spreco di tempo quando le machine sono ferme.

Dimensione degli imballi

Con l’e-commerce, è frequente dover movimentare rapidamente diversi tipi di prodotto. Le aziende che seguono l’onda dell’e-commerce possono dover gestire in un periodo giocattoli e in un altro sci, canoe o anche tavoli da biliardo, con grandi volumi di materiale che arrivano nello stesso magazzino e devono essere manipolati con la stessa attrezzatura. I container sono solitamente caricati con grandi colli sul fondo e piccoli colli in cima costringendo gli operatori ad arrampicarsi sulle scatole utilizzandole come scalini. Manipolare manualmente scatole piccole è più semplice, ma poi, quando arrivi al fondo dove si trovano i colli pesanti, anche i taglialegna rumeni necessiterebbero un aiuto meccanico.

Manipolazioni in una o due fasi

Nella maggior parte dei casi è necessario posizionare le scatole su pallet per stoccarli in magazzino. La domanda da porsi è se il processo è in “una fase” – direttamente dal container al pallet – o in “due fasi”, richiedendo quindi un passaggio in più nello scarico del materiale. Se arriva un container con articoli ingombranti, come per esempio mobili, sarà necessario pallettizzarli sul container per poterli poi scaricare con un muletto. Le scatole piccole solitamente necessitano di un lavoro maggiore perché devono essere posizionate sul pallet nel modo corretto. Se hai molte scatole di dimensioni diverse occorre fare un lavoro maggiore per evitare di mettere prodotti diversi sullo stesso pallet.

La vicinanza degli imballi

I container con colli sfusi arrivano principalmente dall’Asia. Vengono caricati fino al soffitto per contenere il maggior numero possibile di articoli. Questi container non sono caricati pensando al cliente, e quindi scaricarli diventa come giocare a Tetris. Talvolta sono caricati lasciando così poco spazio libero che sfilare una scatola richiede forza, o il cartone stesso può arrivare deformato dal trasporto. Lo spazio all’interno dei container è stretto e muovendo una scatola si può provocare la caduta adi atri colli.

Flessibilità – il santo graal

“Questo ambiente è estremamente caotico – quando apri le porte di un container non sai mai cosa troverai” dice Anders. “Se avessimo sempre le stesse scatole caricate nello stesso modo in tutti i container automatizzare il processo di scarico sarebbe molto semplice. Ma è più impossibile che raro. L’e-commerce è un settore in continuo movimento e le situazioni variano in base alle sfide che le aziende si trovano ad affrontare.” Questo rende la flessibilità la caratteristica primaria per un sistema di scarico efficiente che ti ripaghi dell’investimento con una produttività maggiore.

Verso una soluzione uomo-macchina efficiente per lo scarico di container

Ad oggi non esiste sul mercato un sistema adatto a scaricare l’intero spettro eterogeneo dei colli di cui abbiamo parlato finora. Per i direttori delle operazioni che cercano un metodo rapido per lo scarico dei container, la necessità di efficienza ed un ritorno rapido e chiaro del loro investimento significa solitamente che il lavoro manuale è la soluzione. Quindi perché investire in un oneroso sistema automatico quando l’uomo può svolgere il lavoro meglio?

TAWI è un fornitore leader nel mondo di soluzioni di sollevamento intelligente, con sede in Svezia. Il suo telescopic mounted loader, equipaggiato con un braccio sollevatore, è utilizzato in numerosi posti di lavoro, dove è diventato la soluzione ideale per scaricare i container nei luoghi in cui la salute e la sicurezza sono valori fondamentali.

In risposta alla grande ricerca sulle necessità dei clienti, TAWI sta lavorando ad una nuova generazione di aiuti meccanici per risolvere i problemi complessi di cui sopra. La nuova tecnologia promette un guadagno in efficienza ed un rapido rientro dell’investimento. Piuttosto che rimpiazzare i lavoratori cerca di renderli capaci di affrontare tutte le sfide dello scarico dei container in modo sicuro, intuitivo ed estremamente flessibile.

Per avere una consulenza con un esperto TAWI sulle sfide della logistica e dello scarico dei container contattaci subito.

Contenuto relativo

I servizi di facchinaggio sono ancora un’opzione vantaggiosa in termini di costi per il settore logistico?

Se operate nel settore della catena di fornitura, probabilmente conoscerete il termine “facchino”. Per chi non lo sapesse, “facchinaggio” è un termine usato nel settore degli autotrasporti per descrivere il processo di carico e scarico delle merci da parte di qualsiasi soggetto diverso dallo spedizioniere, dal destinatario o dall’autotrasportatore.

Maggiori informazioni

Hai bisogno di più informazioni? Contattaci qui

Stiamo riscontrando alcuni problemi con il form contatti presente sul nostro sito e stiamo lavorando per risolvere il problema nel minor tempo possibile. Nel frattempo potete contattarci nei seguenti modi:
Email: la.it.info@piabgroup.com | Telefono: +39 011 4143521

Contattateci

Vai